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Le esperienze pregresse mi hanno insegnato che “la minestra riscaldata non é mai buona”, ma inspiegabilmente mi trovo circondata da persone che continuano a nutrirsene come se si trattasse di un piatto prelibatissimo.

Cose che chiamano scarpe

Quest’estate, durante le mie passeggiate per il porto, ho notato che anche anche in Italia si sono diffuse le orribilissime CROCS!

Quando ero un’exchange student a Delft pensavo che solo il cattivo gusto dei beneluxiani potesse permettere a qualcuno di indossare delle scarpe cosí brutte, ma con mio sommo dispiacere, questa pratica si é diffusa anche qui. Non riesco a capire secondo quale criterio si possano spendere dei soldi per mettere i propri piedi dentro dei pezzi di plastica, brutti, poco aggraziati, ingombranti e che, potenzialmente, quando li levi emanano un fetore pauroso.

Maschi Italiani lo volete capire che, a meno che voi non siate uno dei fighissimi medici di Grey’s Anatomy (che tanto fighi lo sono sempre), lo zoccolo da ospedale non solo non vi dona proprio, ma comporta pure una discesa a picco della vostra avvenenza a -2000?!?

Se mai un giorno impazziró e mi vedrete in giro con un indossatore di Crocs, vi autorizzo sin d’ ora a prendermi immediatamente a badilate sulla schiena!

Gossip Girl

Hey, Upper East Siders!

Gossip Girl é qui, e ho la piú grande news di sempre; una delle mie fonti, Melany91, ci ha mandato questo:

“Avvistata al Grand Central, bagagli alla mano, Serena Van de Woodsen. É stato solo un anno fá che la nostra ragazza scomparve per frequentare un collegio e ora improvvisamente é rientrata, non ci credete? Guardate da soli: fortunatamente Mel ci ha mandato le prove, grazie per la foto Mel!”

Con queste battute si apre il pilot di Gossip Girl, serie televisiva della CW tratta dai libri di Cecily Von Ziegesar (”Gossip Girl”, “Mi Ami Vero? Gossip Girl”, “Bad Girls. Voglio Tutto”, “Bad Girls. Perché Me Lo Merito”).  Negli States la prima stagione si é giá conclusa e questa settimana é iniziata la seconda, mentre in Italia é stata trasmessa parte della prima serie su Mediaset Premium.

Gossip Girl é una famosissima, quanto misteriosa, blogger che gestisce l’omonimo sito (The site ABOUT the Upper East Side, FOR the Upper East Side and BY the Upper East Side) che ti informa in tempo reale inviandoti le ultime news e news foto da internet sul tuo Sidekick (lo smart-phone piú famoso negli USA) ed a cui chiunque puó contribuire: l’unica e la sola risorsa per immergersi nelle scandolose vite dell’élite di Manhattan!

Cosa si nascondeva dietro la partenza di Serena? Perché é tornata? Come prenderá il suo ritorno la sua BFF Blair Wordorf? E il suo ragazzo Nate? Riuscirá l’outsider “Lonely Boy” Dan a parlare con il grande amore della sua vita? Quale sará la prossima vittima dello spregiudicato Chuck Bass?
Mandatemi tutti i dettagli (“send me all the dets”), direbbe la nostra Gossip Girl.
Nessuno é immune al fascino di Gossip Girl perché tutti vogliono sapere cosa fá chi conta, cosa é accaduto durante i parties piú in, tutti vogliono avere i riflettori puntati addosso.
Ma chi é la misteriosa blogger? Per ora resta un segreto:

And Who am I? That’s one secret I’ll never tell (the only one).
You know you love me.

xoxo Gossip Girl

All Summer Long

Sará dovuto al mio nostalgico romaticismo, ma buona parte della mia estate é trascorsa ascoltando questa canzone.  Avevo una vaga idea di chi fosse Kid Rock (forse l’ultima volta che lo sentii nominare frequentavo il liceo), peró mi sentivo felicemente idiota ogni volta che, ipod nelle orecchie, la canticchiavo mentre correvo per il porto:


Splashing through the sand bar
Talking by the campfire
It’s the simple things in life, like when and where
We didn’t have no internet
But man I never will forget
The way the moonlight shined upon her hair

And we were trying different things
We were smoking funny things
Making love out by the lake to our favorite song
Sipping whiskey out the bottle, not thinking ’bout tomorrow
Singing Sweet home Alabama all summer long
Singing Sweet home Alabama all summer long

Un bel pomeriggio di torrido caldo estivo ero immersa nel mio Vanity Fair (nr. 34) e tra “quest’anno vá di moda il tartan” e “imperdibili le parigine” vengo folgorata da un servizio su Kid Rock con  Max Pezzali intervistatore improvvisato…

Vanity Fair, Kid Rock, Max Pezzali: mai tre accostamenti mi sono parsi piú improbabili. Alcune volte la realtá é piú stupefacente dell’immaginazione.

Dell’articolo ricordo che Kid é di Detroit, ragazzo padre, cristiano, ex marito di Pamela Anderson, ora si sente rock ma in vecchiaia crede che sará piú country…

Dó uno sguardo alle foto penso: “che look da Livornese!” Il secondo pensiero che si affaccia é: “perché Kid Rock vestito in questa maniera assurda é comunque uno ganzo e i Livornesi mi sanno di tamarri?”

Curiositá: sembra esista un video dove quest’uomo dice ai suoi fans di scaricare la sua musica su internet perché tanto lui é “giá fottutamente ricco”; che tipo!

Io non ho piú la mia copia di Vanity Fair per copiarvi le parti piú divertenti dell’intervista ma, se riuscite a reperirne una, dateci uno sguardo; intanto dall’album Rock ‘n’ Roll Jesus ecco il video di All Summer Long:

The Sex & The City

Dato che ormai la trama é strasconosciuta non mi devo preoccupare di fare dello spoiling.

Il film non é brutto, ma non é entusiasmante quanto la serie tv. Forse ció é dipeso dal fatto che non sono abituata ad un puntatone di 130′ peró ad esser sincera alcune parti mi hanno deluso.

Il telefilm si concludeva con Big che, dopo averci messo 6 serie, alla fine capiva che era innamorato di Carry e se la andava a riprendere a Parigi con tanto di calessino; per cui pensate come mi sia sentita quando dopo 45′ di film lui la abbandona sull’altare nel suo abito di Vivienne Westwood: stavo per alzarmi e andarmene!

Da questo punto in poi ci ho messo un pó di tempo per ridare fiducia alla storia, ma alla fine sono riuscita a riinfatuarmi della narrazione, e ritrovato le mie quattro eroine televisive preferite a condividere sia le gioie che i dolori, a godersi lo stare insieme e le fashion weeks anche se poi le loro vite non sono idilliache, affrontando il tutto con una nuova ottica, quella dei quarant’anni.

Dopo il film ho riflettuto su molte cose e ho ripensato alle critiche che avevo letto prima di andare a vedere il film. Vi sono tante cose su cui avrei da ridire, ma chi lo ha stroncato sminuendolo a una vetrina di Manolo Blahnik o Vuitton non ha capito niente. E poi, sará che in fondo mi sento una Cosmo Girl, ma diciamo la veritá: qual’é la donna che non impazzirebbe di fronte l’armadio (e sopratutto le scarpe) di Carry o che, potendoselo permettere, non porterebbe a spasso una chiccosissima Birkin?

Di recente ho riscoperto Mixwit: fá un pó cassettina da ascoltare sul walkman (non lo uso ma ne conservo ancora gelosamente uno). Questa é una Mixed Tape fatta un pó di tempo addietro.

Mixwit

Ferie

A causa dell’aumento delle temperature, la famiglia Pickwick si accinge a lasciare la sua abituale dimora sulla Ventosa Collina, per trasferirsi temporaneamente nella propria residenza esiva nella Costa Orientale dell’Isola.

Saró priva di connessione stabile per un paio di settimane e non riusciró ad aggiornare questa pagina con la solita frequenza, potete comunque continuare a scrivere e scambiare idee, piú o meno serie, tanto non escludo un paio di visite di rito all’ internet point piú esoso dell’Universo. Buone Vacanze a tutti.

Lizzie

Whenever I’m alone with you, you make me feel like I am again

Whenever I’m alone with you, you make me feel like I am whole again

Whenever I’m alone with you, you make me feel like I am young again

However far away,however long I stay, I’ll always love you

I’ll always love you

Whenever I’m alone with you, you make me feel like I am free again

Whenever I’m alone with you, you make me feel like I am clean again

I will always love you.

Love Song - The Cure

Avete notato che il vostro Windows in fase di avvio impiega un secolo prima di essere fruibile per qualsiasi attivitá perché deve caricare tutte le applicazioni che si applicano all’apertura di windows e non quando ne avete realmente bisogno? Eccovi un piccolo accorgimento:

Andate sul menú Start –> clicckate su esegui –> digitate msconfig –> clicckate su Ok

A questo punto vi si sará aperta una schermata chiamata System Configuration Utility (in italiano non só dire, il mio computer parla inglese) , clicckate sull’etichetta in alto a destra chiamata Startup. A questo punto avete una lista di tutte le applicazioni che si aprono all’avvio del vostro computer, vi basta semplicemente deselezaionare quelle che non volete; io ho tolto Office, Acrobat Reader, Photoshop, Skype, Messenger, Gtalk, Last.fm, Windows Mediaplayer, Nokia Pc Suite, Quicktime, Nero e l’Apple Notifier. Il computer si avvia prima e non ho nessun problema perché li apro io quando mi servono,

Scelto ció di cui potete fare a meno, clicckate Ok e riavviate.

Get Cape. Wear Cape. Fly

Curiosando sul sito di One Tree Hill, mi sono resa conto che il terzo episodio della stesta stagione avrá come titolo il nome della band inglese che dá anche il nome a questo post. Speravo in una comparsata di Sam Dunkworth e dei suoi nella serie, ma, da quanto visto sugli spoiler, non credo vengano considerati neppure per la colonna sonora,  si tratta solo di riferimento all’omonima sezione per la soluzione di uno dei video-game di Batman… Peccato!

Che sono sempre stata una tipa un pó “sui generis” ve ne sarete giá resi conto.

Ero singolare fin da bambina; al tempo passavo le sere d’estate a studiare matematica (anche se i compiti delle vacanze li avevo finiti giá nella prima settimana) e leggere qualsiasi cosa mi capitasse sottomano. Fra la fine della scuola elementare e l’inizio delle scuole medie, mentre tutte le mie coetanee impazzivano per Tom Cruise o Kirk Cameron, io sognavo di incontrare Giulio Andreotti. Non ho mai capito il perché di tale fissazione, peró pensavo che, uno che era stato per sette volte Presidente del Consiglio e per venti volte ministro, dovesse essere, almeno per me, indiscutibilmente figo.

Quando qualche mese fá uscí Il Divo (brodo di giuggiole!) non vedevo l’ora di andare al cinema a vederlo, ma ovviamente nessuno dei miei amici volle accompagnarmi e solo ora ho recuperato la visione.

Il film nel complesso mi é piaciuto e Sorrentino, come ne Le Conseguenze dell’Amore, si é confermato un bravissimo regista.

Atmosfera anni ‘80 (scena della festa organizzata da Paolo Cirino Pomicino per la settima presidenza del consiglio del Divo), con invidie, strategie politiche, scontri, scavalchi, la politica insomma!

Per buona parte del film la narrazione riesce ad essere priva di giudizi, anche se la critica alla conduzione del “fatto Moro” non é velata, anzi, in alcuni punti, mi é parsa troppo aggressiva.

Bellissima la colonna sonora, dai toni pop/rock (ci sono anche i Sigur Rós!).

Fantastica -ho riso troppo- la scena da fiction, sulle romantiche note di Double Kiss, dell’incontro fra il Divo Giulio e Totó Riina (ma poi sto bacio, ci sará mai stato?), che culmina con il ritorno del capo dei capi, in abito della domenica, alla sua masseria a prendersi cura dei campi.

Non ho gradito che la sceneggiatura si basasse quasi esclusivamente nel riportare le battute ironiche, piú o meno famose, di Andreotti: egli non era solo la frase giusta al momento giusto, in questo modo si toglie spessore a un personaggio che nel bene e nel male é riuscito ad essere un grande.  Inolte alcune scene (vedi corsa dei sicari in moto con contemporanea corsa di cavalli all’ippodromo) e la grafica scelta per i testi hanno uno stile che ricorda troppo Kill Bill e, anche se ció dá dinamismo alla narrazione, mi é parsa un’esagerazione.

Toni Servillo, irriconoscibile nel trucco alla Giulio Andreotti, é riuscito nell’impresa di evitare l’effetto Bagaglino, ma in alcuni punti ha un pó esagerato mostrando una camminata e delle movenze che piú che al vero Andreotti lo rendevano simile al Dracula di Francis Ford Coppola.

Anna Bonaiuto é perfetta, ci offre un bellissimo ritratto di Livia Andreotti, una donna forte e di classe, che ha sposato un uomo e ha scelto di esserne la compagna di vita, di stargli accanto e sostenerlo sempre: -Io só chi sei, non si passa tutta la vita accanto a un uomo senza sapere chi é, io só chi sei, e ci difenderemo!- dirá al marito, quando lui le comunica che il tribunale di Palermo ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per associazione mafiosa (questo si che é amore!).

Vi sono due scene, di intimitá e delicatezza unica, che ho adorato: la prima é quella della coppia presidenziale che, seppur in un momento burrascoso, siede in salotto a guardare il concerto di Renato Zero e si prende teneramente per mano (come per farsi reciprocamente forza); mentre la seconda (la mia preferita) é all’inizio del film, lui é lontano per lavoro, telefona a lei che é rimasta a casa per darle la buonanotte, parlano delle rispettive giornate e lui scherza sul fatto che lei abbia la erre moscia:

Livia: Pronto!

Giulio: Sono il Presidente del consiglio.

Livia: Io sono piú importante, sono la moglie!

Giulio: Sei andata a giocare a carte?

Livia: Siiiiii, ho messo il cappotto che ti ha regalato Saddam Hussein, a Marisa é piaciuto tanto e mi ha chiesto dove l’avevo comprato, e ho balbettato un pó perché.. a dire la veritá, mi sembrava un pó una sbuffonata.. Gorbaciov come stá?

Giulio: Segreto di stato.

Livia: Ma quella cuffia che ha sul cranio, vista da vicino com’é? Brutta?

Giulio: A me non dispiace.

Livia: Vai a dormire adesso?

Giulio: Non prima di aver fatto il ballo della steppa… Dí “trimarri”…

Insomma, io lo consiglio e vi lascio al trailer:

Nerd, Geek o Dork?

Sará che l’ingegnere scorre forte in me (come la forza per i cavalieri Jedi), mi sono sempre ritenuta un pó Nerd. Recentemente ho scoperto che le cose sono un pó piú complicate, e non si parla solo di Nerd, ma che bisogna distinguere fra Nerd, Geek e Dork.

Questa é la classificazione che viene data dai PhD Comics:

Il mio amico  Alex si é preso la briga di indagare nel web e ha scoperto che:

Gli esperti e gli osservatori dissentono fra di loro sulla relazione fra i termini nerd e geek. Qualcuno vede i geek come dei nerd meno abili tecnicamente. Alcune fazioni sostengono che i nerd abbiano sia capacità tecniche sia capacità per inserirsi socialmente, mentre i geek manifestano capacità tecniche ma sono incapaci socialmente. Altri tengono una posizione opposta: i geek hanno la funzione di controparte socialmente inserita rispetto agli asociali nerd, e si autodefiniscono geek con orgoglio.

Può esistere una differenza nell’uso dei due termini a seconda delle zone degli USA. Alcuni affermano che sulla costa ovest sia preferito il termine geek a nerd, mentre sulla costa est è il contrario. Altri, della costa est, dissentono sostenendo di aver trovato esclusivamente ricorrenze dispregiative della parola nerd rispetto all’uso benevolo di geek. In Inghilterra si tende ad applicare quest’ultimo punto di vista: nerd ha una connotazione molto più offensiva di geek, che appare spesso usato affettuosamente dagli inglesi (con una valenza simile ad anorak, altro termine slang usato per definire un innocuo eccentrico, generalmente fissato con un argomento futile).

La parola nerd divenne di uso comune a partire dagli anni cinquanta al momento in cui fu notato che diversi studenti non erano visti propriamente come dei fichi a scuola. Quindi nasce come dispregiativo, sebbene oggi sia considerata da alcuni un complimento, mentre geek divenne diffuso più tardi, negli anni ottanta, e ha evitato molte delle sfumature di significato negative. Geek si può applicare come versione attenuata di nerd a una persona insignificante, mentre nerd si riferisce maggiormente a un inetto.

Anche se Alex non mi ha chiarito cosa siano i Dork e sono allibita per il fatto che esistano esperti ed osservatori per quest’argomento, io dovrei rientrare nella categoria dei Geek. Facciamo un salto su Innergeek e facciamo il Geek Test: sono un Geek Maggiore con un grado di geekositá ≥35%…

Pensavo peggio…

O________O posso pure scaricare un banner per questo blog che dice che sono un Major Geek… Wow! (Guardate fra i miei bottoni nella colonna a destra :D)

Nerds In Love

Tempo fá ricevetti via mail un file .mp3, dal titolo Nerds in Love. Googleando nel web ho scoperto che il suo autore é l’australiano Fergus Brown; con questo brano ha ricevuto una nomination per il Lennon Songwriting Contest e triple j Unearthed(ma si tratta pur sempre di un sito per la diffusione della musica australiana) dice che presenta delle similaritá con  Sufjan Stevens, Belle & Sebastian, Paul Simon…

Il testo poi é abbastanza carino, nelle prime strofe cita Albert E. e Zacky Newton, ma la parte migliore si ha sul ritornello che fá:

We’re Nerd in love, we’re 1+1,

playing magic cards from dusk to noon,

We’re Nerds in love, we’re 1+1,

4 hands in font and limbs in twine,

We’re Nerds in love, we’re 2-0-1,

We like our books, We love our Moms,

Aw, we’re Nerds, Yeah we’re Nerds, Nerds in love

Insomma un’ascoltatina la merita (all’occorrenza sul nome ho linkato la sua pagina myspace)! A breve dovrebbe uscire il primo album, mentre per ora é disponibile una prima release contente anche il brano Last Winter (sigla dellla serie tv americana The Starter Wife), ecco la copertina:

Una delle cose che mi divertono maggiormente é fare dell’ironia su me stessa e sulla classe a cui, presto o tardi, apparterró: gli INGEGNERI.

Conoscendo questa mia particolare attitudine, un mio amico, l’ing. Atipico, mi ha indirizzato verso il seguente tomo, appartenente alla collana Lavori Socialmente Inutili, dal titolo  Ingegneri (di Leonardo Poggi, ed. Sonda, pag. 128).

Questo libro tratta in maniera abbastanza divertente alcuni dei “diffettucci” che ci rendono un pó singolari nel quotidiano :D

Eccone alcuni passi:

  • Egli è riconosciuto come un genialoide e ci si fida di lui ogni qual volta si prende un aereo, si sale su una funivia, si passa su un viadotto o dentro una galleria. Ma nella lista delle persone con cui si gradirebbe passare una serata, l’ingegnere viene poco prima del mostro di Milwaukee. Oltretutto è l’ingegnere stesso ad alimentare questa cattiva fama e a ritenere che la nomea di noiosissimo attribuita ai suoi colleghi (non a se stesso, si badi) sia del tutto meritata.
  • Tra le mura domestiche verranno lette solo fiabe opportunamente modificate: Biancaneve e i sette ingegneri minerari, Cappuccetto Rosso e il Filosofo cattivo, Pollicino (con il rettore di Lettere nella parte dell’Orco). I papà più diabolici arriveranno anche a doppiare i film e il bimbo crescerà avendo come eroe l’Ingegner Rambo.
  • Il passaggio del tempo a Ingegneria è segnato dall’allungarsi dei nomi degli esami. Si passa da Fisica a Meccanica Razionale (strano nome che sottintende l’esistenza di una Meccanica Irrazionale) a Meccanica Applicata alle Macchine. E ultimo esame, pertanto, di solito si chiama “Ingegneria del
    Reattore Nucleare a Fusione” o “Cinetica Statica dei processi chimici industriali”.
  • Che fa un ingegnere? Tali e diversi fra loro sono i suoi possibili impieghi che rispondere alla
    domanda “che lavoro fai?” con “ingegnere” è come descrivere Bruno Vespa dicendo che “appartiene alla razza umana”.
  • Oscura e serissima figura, circondata da un alone dimistero e di timore reverenziale, tiene nelle sue mani il potere assoluto riguardante uno dei più importanti esami della nostra vita: quello della patente. Si tratta di un personaggio che suscita inquietanti interrogativi, che contribuiscono a rafforzare il mito dell’ingegnere in senso lato: innanzitutto, perché si chiama “Ingegnere”? C’è bisogno di una laurea per capire che se uno va contromano è meglio non dargli la patente? E se davvero ce n’è bisogno, perché proprio quella in ingegneria? Gli ingegneri guidano molto meglio degli architetti? o degli avvocati?
  • Ma il libro per eccellenza è il Manuale dell’Ingegnere, un’opera omnia che racchiude la summa del sapere tecnologico mondiale, prezioso riferimento nella sua vita di tutti i giorni; ogni sera, prima di dormire, una sfogliatina: come la Bibbia. Qualunque sia l’impiego dell’ingegnere, il manuale è sempre lì, a dargli una mano, a ricordare tutta la teoria che sta alla base della soluzione di ogni problema pratico. Per problemi particolarmente complessi, dove anche il Manuale
    dell’Ingegnere nulla può, il nostro eroe rispolvera dalla preziosa teca in cui lo conserva il classico dei classici, l’unico libro che egli abbia veramente letto e amato in vita sua: il Manuale delle Giovani Marmotte.
  • Le battute sulle Serie di Fourier, infatti, sono divertentissime, ma quando solo altre due persone nella tua città sono in grado di capirle, il senso dell’umorismo è un ben misero dono.
  • E’ opinione diffusa che l’ingegnere non badi molto al proprio aspetto e si vesta in base a due soli principi: evitare la morte per congelamento ed evitare l’arresto per offesa al pudore.
  • egli è tecnologicamente incontinente: tenere per sé le proprie conoscenze gli sembra un atto di egoismo inconcepibile ed è facile trovarlo intento a spiegare le basi teoriche della fissione nucleare a un’allibita platea di zie poco competenti e ancor meno interessate.
  • di fronte a un apparecchio mai visto, egli non si chiede: “A cosa serve?”, ma “Come funziona?”. Diretta conseguenza di questa deformazione mentale è, sul lavoro, la produzione di complicatissimi marchingegni che funzionano perfettamente ma non servono a una mazza.

Devo ammetterlo, adoro le battute sulle serie di Fourier e il Manuale dell’Ingegnere é una vera Bibbia, e voi, colleghi ingegneri, in quale di queste piccole manie vi riconoscete?

Sottolineo una deficenza dei miei genitori nell’educazione da ingegnere: se da bambina mi avessero letto Cappuccetto Rosso e il Filosofo cattivo, mi sarei risparmiata buona parte dell’entropia emotiva degli ultimi mesi..

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