Nel precendente episodio l’irrazionale oggetto dei miei desideri mi lasciava a sciogliermi di lacrime e prendeva il volo per la Scozia, affermando che si sarebbe fatto sentire.
Da allora sono trascorsi circa 2 mesi, e di lui ho ricevuto 5 mail: erano mail generiche e collettive (anche se ha avuto il buon gusto nascondere a chi altri le avesse inoltrate) che sarebbe stato meglio non ricevere (se si deve prendere la tegolata in testa meglio prenderla in pieno!); ammetto che a qualcuna ho pure risposto, ma sono stata ignorata, e, dato che questo genere di spam non é piú giunto alla mia casella di posta elettronica, credo di essere stata bannata dalla mailing list…
Un paio di volte lo sentii su messenger, ma, non só se fosse una mia impressione, stava sempre sulle sue, tanto che sarebbe stato meglio mi avesse detto che aveva da fare o che non mi voleva sentire: il risultato sarebbe comunque stato quello di mettermi di cattivo umore.
Appena se ne dotó, mi mandó il suo nuovo numero di cellulare, questa fú una cosa che un pó mi fece sperare, sicché mi dissi -:”ma forse mi vuole continuare a sentire veramente!”-. Passai circa una settimana ad aprire e il telefono e scorrere i numeri in rubrica, aspettavo la scusa giusta per usarlo, ma alla fine mi diedi una grossa zappata sui piedi… Doveva essere un sabato sera ed ero fuori con Il Gallo e Il Tizio (i miei amici di piú vecchia data a Pisa), erano tipo le 3 a.m., noi eravamo al quinto giro di cocktails (l’ultima cosa che bevetti fú un assurdo intruglio dolciastro fatto con Rum invecchiato e l’amarena, non vi dico che botta!) e oltre questo l’unico ricordo che mi é rimasto di quella sera é che gli mandai un sms; non ho la piú pallida idea di che idiozie scrissi (ho la cancellazione automatica degli sms inviati), idiozie a cui ovviamente non fú data risposta…
Gli ho scritto tante lettere (cartacee), ma non ho mai avuto il coraggio di spedirne una, non perché ci fosse scritto qualcosa di particolare, volevo raccontargli solo un pó di quello che facevo…. Forse un giorno le butteró via o, forse, le rileggeró, accenando un sorriso, mentre mi ricorderó di questo periodo un pó naïf…
Per molto tempo ho aperto quasi ogni giorno, all’inizio anche piú volte al giorno (ho la piena coscienza di essere patetica), il suo profilo su facebook, per sincerarmi che il suo status non fosse cambiato, o, forse, pensavo solo che se avessi letto in a relationship con non só chi, dopo il colpo iniziale sarebbe stata meno dura.
Ogni tanto leggo il suo blog, non mi piace granché, e delle volte lascio un commento (sono affetta dalla sindrome di Lucy Van Pelt) al quale, se replica, replica con estrema sufficienza.
Circa tre settimane fá trascorsi dei giorni profondamente malinconici, non ne capisco il perché, ma il vuoto che aveva lasciato riaffioró tutto assieme e istantaneamente: Mi MANCAVA… Anche se si era allontanato da me giá da parecchio tempo, anche se da allora non avevo fatto altro che stare male, anche se era da metá Febbraio che non parlavamo piú apertamente di qualsiasi argomento e non eravamo piú sinceri l’uno nei confronti dell’altra (non mi piace né mentire né omettere cose, sopratutto se nutro stima o fiducia per chi ho davanti per cui farlo con lui mi faceva provare enormi sensi di colpa), la veritá era solo una: MI MANCAVA E MI MANCAVA E BASTA.
Un paio di giorni addietro FBK lo definí un australopiteco… Per la prima volta mi sono vista sorridere spontaneamente, come non mi capitava da secoli (Fabio ti vorró sempre bene per questo!).
Come dissero i Delfini quando evacuarono il pianeta Terra prima della sua distruzione, credo sia giunto il momento di dire
“Addio e grazie per tutto il pesce”







ma questo non era il titolo anche di una canzone dei nofx?
Probabilmente ti riferisci a “So Long and Thanks for All the Shoes”: è il titolo di un album dei NOFX del 1997, e viene dal fatto che durante le loro esibizioni dal vivo i loro fans gli lanciavano le scarpe sul palco
e come me la hanno ripresa dalla trilogia in cinque parti, di Douglas Adams, “Guida Galattica per gli Autostoppisti”.