Era una calda e assolata giornata di Luglio, una di quelle giornate d’inizio estate nel centro dell’ Isola, caratterizzate da temperature non ancora elevatissime e dall’azzurro intenso di un cielo totalmente sgombro di nubi.
La signora Pickwick era ormai giunta al compimento del nono mese della sua seconda gravidanza. Presto, pensava, avrebbe dato alla luce il suo secondo genito; insieme al signor Pickwick aspettava l’arrivo del loro erede maschio, a cui avrebbero dato il nome di Salvatore, lo stesso del nonno paterno.
Poiché mancava veramente poco, lei ingannava l’attesa dedicandosi al fai-da-te ed alle faccende domestiche: quella mattina era intenta ad imbiancare le pareti della cucina (é a ció che si attribuisce l’origine dell’ iperattivitá che negli anni a seguire caratterizzó la sua progenie) quando, improvvisamente, le si ruppero le acque.
Il signor Pickwick fú subito avvisato, e, insieme, si recarono all’ospedale nella vicina cittá di N.. Mentre il signor Pickwick si era appisolato in sala d’attesa, sua moglie diede alla luce un esserino dall’incarnato color mozzarella (fú proprio cosí che la signora Pickwick, successivamente, lo descrisse) e dalla fulva capigliatura.
Il signor Pickwick fú risvegliato dal proprio torpore pomeridiano e condotto a fare la conoscenza del nuovo membro della famiglia; fú in quell’ istante e, non con poco stupore, che apprese trattarsi ancora una volta di una bimba. Non sappiamo che genere di pensieri, allora, gli attraversarono la mente, alcuni sostengono sia dipeso dal risveglio improvviso, altri dai tratti somatici nordici, altri ancora dicono che trasse ispirazione dal calendario; ció che di certo sappiamo é che durante quell’ incontro impose il nome di Elisabeth alla nascitura.
Fú cosí che, alle 15:45 di un assolato pomeriggio di Luglio, trenta anni fá, ebbe i suoi Natali Elisabeth Pickwick, Ragazza Perbene.








Beh è ovvio: se manca poco la prima cosa a cui pensare è imbiancare
dopo sarebbe toccata alla scelta delle tende e poi agli arredi
tutta colpa tua: sei stata troppo impaziente
Ahahahahah! É vero, ho iniziato subito a rompere, ma lo sai che vado sempre di fretta
so che fai un “leggero” ritardo quando te pare
Sembra un modo educato per dirmi “Liz non c’é mai una volta che tu sia puntuale!” o sbaglio?
direi di no: qualche volta sei arrivata prima di me