Who’s peed in your cheerios?
Letteralmente “chi ha pisciato nei tuoi cheerios?”: é un’espressione slang usata per chiedere a qualcuno se si é alzato con la luna di traverso. La ho sentita in One Tree Hill (puntata 5, stagione 6) ed essendo cosí pittoresca non potevo non farvene omaggio!







Interessante mi ricorda “It’s rabour” , “it’s barbour” o giù di lì che mi disse qualcuno in America e che stava per “it’s cool”, vabbè ma perchè non dire allora “it’s cool”?
Non só che dirti, forse é come dire “che ganzo!” e “che figo!”, stesso significato ma diversi modi di esprimere lo stesso concetto.
La veritá é che, olte essere un periodo in cui mi sto fissando con i modi di dire americani, mi ha colpito l’espressione di per se stessa: se ne avessero usata una cosí forte sulla tv italiana sarebbe stato subito caso nazionale!
Credo che gli americani, badino molto meno alla purezza della lingua. Mi hai fatto ricordare la mia vecchia insegnante di Italiano (studiavo materie letterarie incredibile) che dopo averti corretto il tema di italiano ti citava la “ben nota” accademia della crusca… orrore.. ti devo svelare che non andavo molto bene in tema e alzavo il voto con storia della letteratura.
Io ho fatto il liceo classico, per finire poi a ingegneria
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Io scrivevo solo temi personali, odiavo la storia della letteratura, e se non avevo ampia scelta cercavo di girare la frittata per scrivere quello che volevo… Al ginnasio c’era una prof. vecchio stampo, molto severa che mi faceva sudare per un 7, poi al liceo mi andó bene trovai una prof. alternativa, poco insegnamento, ma grandi risate, una volta le ho pure propinato un tema sul Carpe Diem dove parlavo di Star Trek e Sailor Moon….
Io invece ho fatto il Liceo scientifico, ma cmq mi ricordo che cmq vigeva lo strapotere delle materie umanistiche, nel senso che i Professori le consideravano le più importanti… avevo una professoressa di italiano che non era vecchio stampo ma era vecchia e basta, anzi molto vecchia tanto che poi se ne è andata in pensione… Mi ricordo ancora qualche sua uscita tipo “Micronaut (vabbè non è che mi chiamasse proprio in questo modo…) tu non capisci che lo studio del Latino ti è utile per formati il pensiero logico che ti serve per studiare la matematica…” oddio, non l’ho ancora capita questa frase… se voglio capire la matematica… non è meglio che studio la matematica? Cosa centra il Latino?
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Non so cosa pensare di queste incredibili coincidenze
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Temi di fantasia al Liceo credo di non averli mai fatti, nella Medie inferiori (nella “Stone Age” direi) credo di sì, mi ricordo almeno di una tema (dal titolo tipo: scrivi un racconto), scritto a 14 anni, che narravo la storia di un tipo che trovava una porta costruita dagli extraterrestri che collegava il nostro pianeta con un altro, non chiedermi come è che passati tanti anni sia finito in mano dei sceneggiatori di Stargate…
Nel mio racconto non centrava l’Egitto ma Atlantide… e vualà dopo qualche anno ti esce SG Atlatins
La mia prof. di greco se ne usciva con -”mi chiedo come proprio facciate a non vedere le figure geometriche nella costruzione della frase greca…”- Per quanto andassi bene nella sua materia non ho mai visto una figura geomentrica materializzarsi dentro una versione!
Mettila cosí, se non le usi per tempo le buone idee le ha qualcun’altro che le sfrutta… Personalmente Atlantide mi avrebbe intrippato di piú, sará che la civiltá egizia mi ha sempre fatto poca simpatia, di SG ho visto solo la prima serie.
Io ero grafomane, scrivevo quasi ogni giorno: negli anni bui dell’adolescenza ho scritto quasi una sessantina di racconti a sfondo adolescenziale (se li rileggessi ora mi vergognerei infinitamente) poi ho smesso all’universitá e ogni tanto qualcosa di allora, riadattato, finisce ne Le Disavventure di una Ragazza Perbene.
Io penso che grafomane non lo sono mai stato ma lettore incallito sì, c’era un periodo che leggevo un romanzo al giorno, mi ricordo che una volta venne a casa mia un intervistatore del censis e si stupì di quanto leggevo…:) direi che le cose sono cambiate dopo l’università ed iniziando a lavorare, in effetti passo la maggior parte del giorno a leggere documenti tecnici… quindi volendo essere precisi non si può dire che ho smesso di leggere anzi ma è un periodo che non leggo narrativa, anche io ho scritto qualche racconto, (un pugno di racconti), ma direi che non avranno mai la dignità di stampa.
A volte mi viene da pensare però che mi realizzerei molto di più se smettessi di fare l’ingegnere e mi mettessi a scrivere racconti di fantascienza, quante sono le opportunità che ci dà la nostra società di andare che ne so sulla Luna e su Marte, andare là dove nessun altro è mai andato prima? forse è un po’ esagerato ma non dovrebbe fare questo un ingegnere? Spero che le cose migliorino…
Anche io prima leggevo tantissimo, ora solo cose molto leggere, ma mi sembra di non avere mai tempo, miglioro la media di lettura tipo sotto natale o d’estate.
Forse dobbiamo farci naturalizzare Cinesi, avremmo serie opportunitá di mettere a frutto i nostri saperi, meglio che in Italia, insomma!
E’ risultato di una intelligente azione industriale che a forze di andare cercando forze di lavoro a basso costo ha finito per esportare tutti i rami aziendali all’estero, lasciando solo in Italia marketing e commerciali. In un libro di Douglas Adams (non mi ricordo quale, ma con Life, the Universe and Everything citi lui no? forse tu lo sai) dovendo colonizzare un nuovo paineta degli alieni mandavano in avascoperta i commeciali e i servizi di marketing così se ne liberavano

Per citare la mia vecchia insegnante di italiano storia, tutto è basato sulla teoria dei corsi e dei ricorsi di Vico, adesso è la Cina e l’India la prossima frontiera. Mangiare cinese a me non dispiaceva, almeno fino a qualche hanno fa, quando ancora non si parlava cibi adulterati che venivano importati dalla Cina, anche che ho grossi dubbi che non faccia parte di una campagna diffamatoria, per non farci emigrare tutti in Cina, Hong Kong e Singapore…
Nessuno si accorge che ormai tutta la tecnologia che usiamo e made in China e made in Tawain…
Si cito Adams! Ma non ricordo in quale libro sia
Adams ha offerto anni di ironia sulla societá moderna, se ti capita procurati le registrazioni della BBC, sono fenomenali!
Anche io ho convissuto con I Cicli Della Storia di Vico… Ma sai qual’é la beffa maggiore, che anche molte cose che crediamo essere made in Italy non lo sono dato che per molti prodotti basta solo che il prodotto finito sia fatto in Italia, o meglio la posso fare quasi del tutto all’estero ma basta che la finisco in Italia…
Per ora Cina ed India sono paradisi commerciali per le multinazionali, poi quando finiscono le agevolazioni fiscali date dai governi, avremo le Filippine, lo Sri Lanka, il Guatemala, ecc… Non só se hai letto No Logo, ma le multinazionali mantengono praticamente il Brand e il resto é itinerante.
Anni fá lavorai come cameriera in un ristorante cinese, ti diró che ci mangiavo benissimo!
Durante l’università andavo sempre con un paio di amici in un ristorante cinese in centro, vuoi perché ci piaceva il cinese, vuoi perchè si spendeva poco, mi ricordo che il Sabato ed anche il Mercoledì si faceva sempre fatica ad entrarci per quanto era pieno. Invece, recentemente l’hanno chiuso perché non ci andava più gente e non era cambiato nulla erano le stesse le persone che lo gestivano ed i cuochi… non so avanti ieri sera accendo la radio e sente su una radio locale una sorta di inchiesta del tipo: “Tu ci andresti a mangiare ad un cinese?” le risposte erano mandate via SMS ma non ho sentito nessuno che rispondesse io ci andrai (anzi le risposte erano del tipo “che schifo”, “meglio l’italiano”, ecc). Credo che ci sia un momento in cui ci sia una campagna mediatica contro tutto ciò che viene dalla Cina, ahimè.
), con pasta alla piastra (per fare prima la pasta e dargli più sapore), gamberi al vapore… uhm, che acquolina in bocca 
Mi ricordo che anni fa leggevo su una rivista che la cucina cinese, la cottura al vapore è una delle più buone e più sane del mondo… altro che il lardo di colonnatta (che in realtà non ho mai provato e magari è pure buono, ma mi sa un po’ grasso: è lardo).
Poi se accendi la TV è pieno di programmi come Mezzogiorno di Fuoco della Clerici che non fanno altro che reclamizzare la cucina italiana (per carità ci mancherebbe) ma poi nel momento di usare i fornelli propongono ricette che a volte di italiano mi sembra abbiano poco e solitamente propongono una cucina che è tipo “fusion” (a me piace molto, se non si paciuga troppo
l
La mia passione dal cinese erano i ravioli di riso, una cosa spettacolare, mangiavo unicamete quelli. Sai cos’ e’ che tutti si fermavano ai soliti involtini primavera, riso alla cantonese e gelato fritto: ci credo che poi ti stufi!
Anche qui i ristoranti cinesi sono diminuiti, questo e’ il periodo dei kebabbari, chissa’ cosa vedremo in futuro… Di recente ho provato il giapponese, spettacolare, meglio anche del thailandese, che pensavo essere the best of in cucina asiatica
I ravioli al vapore mi piacciono anche a me come tutto il resto (ahimè sono una buona forchetta purtroppo
). Dalle mie parti c’era un ristorante cinese che facevano direi una cucina solo di mare, ti assicuro che ci ho mangiato i migliori gamberoni di sempre, fatti in tutti i modi possibili, agrodolci, al vapore alla griglia.
Credo che come da noi ogni regione abbia la sua cucina particolare e come in quel ristornate non ho più mangiato.
Non ho provato il giapponese anche se tutti me ne parlano bene. Ho provato il thailandese, l’indiano (molto particolare ma buono), un ristorante russo, il messicano… insomma a parte il giapponese non mi sono fatto mai mancare niente. Di kebab e arancini facevo il pieno a Roma, dove sono stato un anno per lavoro, però da me gli arancini non sono la stessa cosa… beh direi che anche me mi piaceva provare nuovi gusti, a Roma c’era un posto tipo self service in cui c’erano tutte le cucine più strane e potevi provare un po’ tutto, forse un po’ esagerato… per fortuna se non ne avevi voglia potevi sempre buttarti sui maritozzi alla panna
Arancini: buoni!!!!!!!!!
Il posto di cui parli a Roma mi ricorda un sacco un posto che ho visto, e dove ho ovviamente mangiato, a Dublino: a parte il caffè*, tutto decisamente buono, anche se onestamente, dovessi dire cosa ho mangiato, ad oggi non ne sarei capace.
Un momento…ora che ci penso, molto probabilmente il miglior kebab (servito con riso in un piatto abnorme) che abbia mai mangiato: quelli che si trovano qua, in confronto, sono esattamente come gli espressi che si trovano mediamente in Irlanda…
Credo che con quello finì il mio pranzo: pieno come un otre, porzione da dinosauro!
*: sono italiani, ma l’unico espresso buono là in Irlanda me lo sono bevuto in un ristorante gestito da romani in un centro commerciale che in realtà è una catena merregana di outlet: per il resto, TANTI buonissimi irish coffee…solo nei pub, ho scoperto: nei bar fanno schifo e sono esclusivamente per turisti
Ah oggi bellissima scenetta: arrivo in ufficio, collega che si è svegliato male che incomincia ad arrabbiarsi con altra collega, io con fare serafico alzo lo sguardo e dico solo: “Who’s peed in your cheerios?”
E subito dopo silenzio da tomba, cosa significa, cosa non significa? Qualche domande, un poco di discussione erudita
insomma la pace è tornata a regnare… insomma serve leggere questo blog! grazie Lizzie.
Per Temujin: in Irlanda non sono mai stato, se ci vado so a che chiedere qualche dritta, ciao
You’re welcome! Wow l’effetto della filosofia web 2.0 che avanza! E io che pensavo di avere cosí tanti accessi solo perché risolvo problemi informatici
Torno là tra un mese: spero vada meglio della prima volta…
).
Gli irlandesi mi piacciono: hanno una pazienza enorme, non conoscono lo snobismo, gente decisamente alla mano e con grande cultura musicale di fondo (ma posso vantarmi di avergli fatto conoscere i Dropkick Murphys, quantomeno di averli fatti conoscere a mio cognato ben prima che in Irlanda li iniziassero a passare in radio
Girando per Dublino in cerca di negozi musicali forniti, rimasi impressionato dalla gentilezza dei commessi: entravo in un posto, non avevano quello che cercavo, e prontamente mi fornivano le info necessarie per trovare un negozio [u]concorrente[/u], sempre col sorriso sulle labbra…e tieni presente che il mio inglese non è di certo da Oxford school…(quindi non perdevano solo pochi secondi col sottoscritto…).